L’immersione sul relitto della motonave Valfiorita, situato al largo di Capo Peloro nello Stretto di Messina, è considerata una delle più affascinanti, impegnative e spettacolari immersioni tecniche di tutto il Mar Mediterraneo. Soprannominato il “Thistlegorm del Mediterraneo”, questo scafo conserva intatto il suo carico bellico dell’epoca. Profilo dell’Immersione
- Tipologia: Immersione tecnica (Tek).
- Difficoltà: Estrema.
- Profondità: Il relitto giace su un fondale sabbioso compreso tra i 60 e i 72 metri. Il castello di poppa inizia a circa 45 metri.
- Gas consigliati: Trimix ipossico per la quota di fondo e miscele Nitrox/Ossigeno per la lunga decompressione.
- Condizioni: Visibilità generalmente buona ma forte presenza di correnti, tipiche dello Stretto.
Storia dell’affondamento
La Valfiorita era una moderna motonave da carico italiana. L’8 luglio 1943, mentre navigava da Messina a Palermo, venne silurata dal sommergibile britannico HMS Ultor. L’impatto devastante spezzò la nave in due tronconi, facendola affondare rapidamente a breve distanza dalla costa siciliana.
Cosa si vede durante l’esplorazione
Il relitto è enorme e riposa per tre quarti in perfetta linea di navigazione, mentre la prua è adagiata su un fianco. Data la vastità del sito, sono necessarie più immersioni per completare la visita.
Vita Marina: Le lamiere sono interamente colonizzate da nuvole di Anthias. Le strutture ospitano grandi cernie stanziali, fitti banchi di pesce di tana e organismi bentonici che beneficiano del continuo ricambio d’acqua dovuto alle correnti.
Il Carico Militare: Nelle grandi stive aperte è possibile penetrare (solo con adeguato addestramento) e osservare i mezzi d’epoca destinati alle truppe in Sicilia: camion, jeep, automobili, motociclette e casse contenenti munizioni e bombe.
Le Strutture: La discesa nel blu rivela la maestosa sagoma della nave già intorno ai 30 metri. Sono chiaramente visibili il cassero, le stive e le strutture della coperta.



